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Comunichiamo sempre con tutti noi stessi

La comunicazione ? uno dei punti centrali della modernit?. La comunicazione stessa ? un elemento che, prima della modernit? era inesplorato. Siamo naturalmente portati a comunicare. Ogni nostro comportamento ? comunicativo e riteniamo inesistente ci? che non comunica. Tutta la nostra tecnologia si adopera nello scambio di segnali comunicativi. Cerchiamo allora di focalizzare l\'attenzione sul fatto che ? difficile, anzi impossibile, non comunicare.



?Non ? possibile non comunicare? non esiste un comportamento che non sia comunicativo?.
Questo, oltre ad essere uno degli ?assiomi della comunicazione? formulati da Paul Watzlawick (Villach 1921- ), ? anche il motto del nostro tempo.
Tutta la realt? umana e sociale contemporanea ? comunicativa. Il mondo, la nostra tecnologia e le persone che incontriamo ci si prospettano come una rete sterminata ed infinitamente complessa di messaggi, codici, atti linguistici e comunicazioni che si incrociano. La comunicazione ? da sempre presente nella vita dell?uomo eppure ? un concetto recente ed una sua prima teorizzazione la troviamo in un aforisma di Nietzsche (Roecken 1844 - Weimar 1900), in cui si legge:

Laddove il bisogno, la necessit? hanno lungamente costretto gli uomini a comunicare fra di loro, a comprendersi l?un l?altro in maniera rapida e sottile, esiste alla fine un eccesso di questa forza e arte della comunicazione, per cos? dire una facolt? che si ? grandemente potenziata e che aspetta ora soltanto un erede che ne faccia prodigo uso[?] ? lecito procedere alla supposizione che la coscienza in generale si sia sviluppata sotto la pressione del bisogno di comunicazione, che sia stata all?inizio necessaria e utile soltanto tra uomo e uomo [?] e che soltanto in rapporto al grado di questa utilit? si sia inoltre sviluppata.

L?idea della comunicazione, oggi, ? ancora profondamente ambigua, oscilla tra lo scambio di informazioni e l?azione simbolica sull?altro, fra il dialogo e la persuasione, fra il potere assoluto del comunicatore e la certa libert? del presunto destinatario. La nostra societ? vede se stessa e tutti gli aspetti della vita sotto l?etichetta della comunicazione, tanto da averne fatto una misura dell?esistenza. Seguendo la filosofia soggettivista di Berkeley, oggi, solo ci? che ? in grado di "far sentire la sua voce" e "trasmettere il suo messaggio" sul mercato delle idee e delle persone sembra esistere davvero. Ci? che, invece, non comunica, appare inesistente sotto tutti i punti di vista poich? viene automaticamente ignorato. Nonostante la comunicazione sia una delle categorie pi? importanti con cui si percepisce l?esistenza di un ente e sia sempre pi? presente nel nostra vita quotidiana l?utilizzo di questo termine, il nostro tempo parla di comunicazione in maniera diffusa ma dissonante, frequente ma incoerente. L?uso e l?abuso del termine ?comunicazione? ha portato ad infinite disquisizione e teorie spesso anche contraddittorie che hanno reso un concetto empirico quasi una nozione metafisica. I segni comunicativi sono fili che intessono trame, trame di vita che raccontano il soggetto che agisce e il prodotto delle sue azioni, che penetrano l?essere e l?esistenza. Il senso profondo dei segni linguistici ? di comunicare a tutti i livelli : dalla semplice informazione alla partecipazione del proprio pensiero. Per questo la comunicazione ? un concetto squisitamente reale, psicologicamente profondo e tecnicamente molto complesso.

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L'articolo Comunichiamo sempre con tutti noi stessi scritto da Massimo nella categoria Comunicazione - Commenta l'articolo

Commenti

Titolo di Roby
Bell'articolo...anch'io credo che la comunicazione sia alla base della nostra societ

Grazie di Massimo
Grazie Roby

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